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Per ogni Dott. Jekill esiste un Mr. Hide?
( Claudio Gherardini )
La logica del branco scatena gli istinti e annulla le remore morali, nelle notti di Carnevale ma anche nelle carceri irachene (e in tutte le altre forse).
Il Dr. Philip Zimbardo, stimato professore di psicologia e ex presidente della American Psychological Foundation nel 1971 realizzò un esperimento con i suoi studenti alla Università di Standford.
Divisi in due gruppi, uno di secondini e l'altro di carcerati, gli studenti dovevano simulare al vita in prigione per 15 giorni. Dopo 6 giorni l'esperimento fu sospeso, I carcerieri-studenti stavano praticando ai loro colleghi studenti-prigionieri un trattamento molto simile a quello emerso dalle carceri americane in Iraq e non in senso figurato ma reale incluso defecazioni forzate e violenze fisiche e sessuali. Era il 1971 alla Università di Standford negli USA.
Il Professor Zimbardo è stato interpellato da MTV dopo i fatti emersi in Iraq, dove giovani soldati americani incluse alcune dolci ragazze hanno giocato persino con le salme dei prigionieri iracheni. "[i]Se il barile è marcio, marciscono anche le mele sane[/i]", ha detto il professore.
Lontani dal proprio ambiente, dove si sa di essere conosciuti e riconoscibili, in mezzo a una situazione collettiva di perdita di controllo, scrupolo, pudore, ci si sente liberi di fare quello che fanno gli altri del branco. In certe situazioni siamo numeri e sono numeri gli avversari e questo contribuisce a allentare il controllo e la consapevolezza di sé e della propria e altrui dignità.
Zimbardo lo definisce "[b][i]effetto Signore delle Mosche[/i][/b]", dall'omonimo libro del Nobel William Golding, ma viene in mente, in versione autolesionista anche il film "[i]Il giardino delle vergini suicide[/i]" di Sofia Coppola del 1999.
La situazione reale rispetto all'esperimento presenterebbe condizioni analoghe: "[i]secondini dilettanti, con basso livello di istruzione ai quali
viene dato un enorme potere e controllo limitato . A queste consizioni, era anche prevedibile[/i]" sostiene il Professore.
Ricordo che all'inizio del conflitto in Yugoslavia, in molti commentavano come i popoli balcanici fossero noti per "essere tutti assassini". "Cosa vai a fare laggiù, tanto si ammazzano da sempre fra loro". Poi ho conosciuto tanti "balcanici" e credo di aver capito che quella logica era scattata ancora, di nuovo, nei balcani, come continua a scattare in regioni africane delle quali si parla appena nonostante gli sforzi di Kofi Annan che è andato persino a sedersi nella polvere con le donne di quei luoghi flagellati, come il [link href="http://www.squilibrio.it/index.php?idcontainer=590"]Sudan[/link], dove, come sempre, le donne sono le vittime "privilegiate".
"Il signore delle mosche" regna sovrano in molte aree del nostro pianeta e tende a "occupare" tutti i luoghi mentali e fisici lasciati liberi dal suo socio principale, il "[i]Sonno della Ragione[/i]".
Certe citazioni e certe considerazioni sembrano ovvietà, oppure frasi da cassandra. Ma l'esperimento non mente. Nel conflitto jugoslavo, vicini di casa e parenti si sono massacrati senza freni inibitori, erano gente normale, gentili signori, ragazzi da discoteca, proprio come la teenager fotografate mentre "giocano" a fare le torturatrici nei carceri di Bagdad.
"[i]Se il barile è marcio, marciscono anche le mele sane[/i]".
Rendiamo pertanto profondo omaggio ai quei magistrati che hanno decretato per i prigionieri di [link href="http://www.squilibrio.it/index.php?idcontainer=564"]Guantanamo[/link] gli stessi diritti di ogni carcerato sul territorio degli USA e ai loro colleghi israeliani che hanno decretato che il "MURO" deve essere almeno modificato.
Vale forse la pena di ricordare che, se non vado errato, le civiltà e le nazioni che hanno costruito "MURI" hanno subito poi una sorte tragica, così come dittatori e regnanti che hanno lasciato torturare i propri nemici. Ma il prezzo è sempre troppo alto.
cg
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