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Il Senegal ha abolito la pena di morte
( Valentina Piattelli )
L’intenzione del Senegal di abolire la pena di morte era nota da tempo. Era stata annunciata già nel febbraio del 2004 dalla ministra Mame Bassine Niang, Commissaria per i diritti umani e la pace presso la presidenza della Repubblica, intervenuta alla Conferenza internazionale di Nessuno tocchi Caino "Moratoria delle esecuzioni capitali". In seguito, dopo aver approvato nel luglio 2004 un progetto di legge per l’abolizione della pena capitale, il Senegal ha abolito formalmente tale pena nel dicembre scorso.
La Coalizione senegalese per l'Abolizione della Pena di Morte (CAPM) ha commentato che l’approvazione del disegno di legge abolizionista "[i]prova in maniera eloquente l'attaccamento del Presidente della Repubblica al diritto sacro e inviolabile di ogni essere umano alla vita e al dovere dello Stato di proteggerla[/i]". L’Ecowas ha affermato: “[i]Il Senegal deve essere fonte di ispirazione per tutti gli stati dell’Ecowas e gli altri stati africani che non hanno ancora abolito al pena di morte[/i]”.
Secondo numerosi osservatori internazionali, il Senegal è diventato una vera democrazia a partire dal dicembre del 2000, con le prime elezioni libere ed imparziali, nelle quali è stato eletto presidente Abdoulaye Wade. Nel 2001 le lezioni politiche hanno posto fine ai 40 anni di dominio di Leopold Senghor. E’ stata inoltre approvata una nuova costituzione che ha eliminato gli aspetti più deteriori basati sulla sharia, la legge tradizionale islamica e nella quale è scritto: “[i]L'essere umano è sacro e inviolabile. Lo stato ha l'obbligo di rispettarlo e proteggerlo[/i].”
La pena di morte in Senegal non era più stata applicata dal 1967, ma veniva ancora comminata.
Nell’Africa occidentale anche Sierra Leone e Nigeria stanno prevedendo la prossima abolizione della pena di morte.
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