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“Guantanamo incostituzionale”, dichiara la sentenza del giudice federale Green
( Annalisa Cecionesi )
“Il diritto-dovere di un governo di garantire la sicurezza dei propri cittadini non può comportare la negazione dei diritti fondamentali per i quali la gente di questo Paese ha combattuto ed è morta negli ultimi 200 anni”. E’ questo uno stralcio fondamentale della sentenza del giudice federale di Washington Joyce Hens Green su Guantanamo. Un provvedimento che ribadisce, dopo la sentenza del 2003 della Corte d’Appello del nono circuito e l’intervento della Corte Suprema del 2004, l’incostituzionalità dei metodi utilizzati nel carcere di Guantanamo destinato ai presunti terroristi (si veda l’articolo “[u][link href="http://www.squilibrio.it/index.php?idcontainer=564"]Guantanamo: carcere per combattenti nemici[/link][/u]”). Così come la violazione della Convenzione di Ginevra. La sentenza dello scorso 31 gennaio accoglie i ricorsi di 11 detenuti della base militare americana. Sostiene che l’amministrazione di Bush stia violando dei diritti fondamentali, primo fra tutti quello al giusto processo. Documenta le torture inflitte ai detenuti allo scopo di estorcere confessioni. Nega la definizione di “combattente nemico” che impedisce ai detenuti di godere dello status di prigionieri di guerra. Pone insomma l’accento sulla necessità di colmare quel buco nero giuridico che avvolge la base cubana, fornendo ai detenuti la garanzia della giustizia costituzionale. Si tratta dunque di una nuova sfida per la Casa Bianca, che risponde con un laconico “dissentiamo con rispetto dalla decisione”. Lo scorso 19 gennaio però il giudice federale Richard Leon si era espresso in modo opposto a Green. Aveva respinto il ricorso di altri sette detenuti. I loro casi, seconda la sentenza, dovrebbero essere affidati alla giustizia militare. Il capitolo Guantanamo resta quindi aperto. Potrebbero essere la Corte d’Appello e la Corte Suprema a intervenire in seguito su entrambi i casi. Lo scorso 25 gennaio, dopo intense trattative, sono tornati in patria quattro britannici ex detenuti nella base cubana. Sono Moazzam Begg, Feroz Abbasi, Martin Mubanga e Richard Belmar. Accusati di essere coinvolti in atti terroristici, sono stati internati per circa tre anni a Guantanamo. Secondo la dichiarazione dell’avvocato di Begg, i quattro britannici “sono profondamente segnati da tre anni di maltrattamenti e torture”.