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Articolo

Indonesia: una tregua per Aceh?
( Gianluca Torrini )
Esercito indonesiano e guerriglieri hanno trattato una tregua, per facilitare i soccorsi umanitari e la ricostruzione dei villaggi. Della [link href="http://www.squilibrio.it/index.php?idcontainer=383&idarticle=386"]guerra civile in Indonesia[/link] ne avevamo già parlato in passato, tentando di descrivere uno scenario frastagliato e caotico, tristemente reso noto per le vicende di Timor Est e di Aceh. Proprio dopo la terribile guerra per l’indipendenza di Timor Est, che nel complesso ha visto cadere vittime un terzo della popolazione, le luci dei riflettori si sono nuovamente accese in Indonesia, questa volta all’indomani dello tsunami. L’onda anomala e la catena di terremoti che ancora oggi affliggono i territori indonesiani hanno portato alcuni cambiamenti nella situazione politica del Paese, unito, anche se non troppo, nel cordoglio per i quasi 200.000 morti subiti. Proprio ad Aceh, dove lo tsunami si è fatto sentire con la maggiore violenza, infuria infatti da anni una guerra a favore dell’indipendenza dell'isola indonesiana “ricca” di petrolio: dal 1976, infatti, il Gam (Movimento Aceh Libera) ed i suoi guerriglieri portano avanti una dura lotta contro il Governo centrale, in una serie di conflitti che hanno portato a circa 12.000 morti. Lo stravolgimento geo-fisico-politico dello tsunami sembra comunque avere dato il via a qualche processo di cambiamento, soprattutto considerando i colloqui di pace avvenuti la fine di questo Gennaio in Finlandia. I rappresentanti del governo di Jakarta e Malik Mahmud, leader del Gam, si sono infatti incontrati per tentare di appianare le distanze e placare il conflitto indipendentista. La precedenza alla situazione umanitaria del dopo-tsunami era all’ordine del giorno, e i leader della due fazioni hanno principalmente parlato di soccorsi e ricostruzioni: un passo avanti da tenere in considerazione per riallacciare i negoziati. La sciagura sembra oltretutto avere avviato una qualche forma di collaborazione politica, tanto è che l’ex presidente finlandese Athisaari, mediatore tra i due contendenti, ha affermato che si sono gettate le basi per una forma di autonomia appoggiata da entrambe le parti. La rinuncia alla lotta armata separatista da parte dei guerriglieri ha portato il Gem a proporre comunque un referendum indipendentista entro 5 o 10 anni, ma l’ipotesi è stata subito rifiutata dal governo indonesiano, memore dell'esperienza di Timor Est. Un ulteriore incontro è previsto sempre ad Helsinki il 21 febbraio, e forse la situazione potrà farsi un po’ più chiara. Intanto, l’esercito indonesiano ha offerto una tregua ai continui attacchi rivolti ai guerriglieri, come ha affermato il Generale Sutarto, visto che sia gli uomini dell’esercito che i guerriglieri sono completamente impegnati nelle opere di soccorso e ricostruzione.