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Palestina: Abu Mazen autorizza l’esecuzione di decine di persone, fra cui tre accusate di collaborazionismo con Israele
( Valentina Piattelli )
A metà febbraio il governatore di Gaza, Sakher Bseso, ha detto che Abu Mazen aveva ordinato che le condanne a morte di alcune persone, comminate quando era in vita Yasser Arafat, fossero rinviate al Muftì di Gerusalemme, arbitro secondo la legge islamica per decidere se le sentenze possono essere passate al presidente dell'Autorità Palestinese, cui spetta la decisione definitiva. Inoltre Abu Mazen avrebbe firmato l’ordine di esecuzione di tre uomini, le cui esecuzioni sarebbero imminenti.
Il [link href="http://www.phrmg.org"]Palestinian Human Rights Monitoring Group[/link], la principale organizzazione per i diritti umani palestinese, ha subito condannato la decisione di Abu Mazen e ha fatto notare che il coinvolgimento di un’autorità religiosa come il Muftì di Gerusalemme violava le leggi palestinesi stesse: “[i]da un lato Abbas parla in pubblico di democrazia, di diritti umani e di pluralismo, dall’altro trasmette al Muftì i nomi di 51 palestinesi condannati a morte, cosa che è contro la leggi internazionali e i diritti umani [/i] – ha detto Bassam Eid, direttore dell’organizzazione - [i]Mi sembra l’altra faccia della stessa medaglia che era Arafat[/i]”.
Nonostante l’identità dei tre che stanno per essere “giustiziati” non sia stata rivelata, secondo l’[link href="http://www.israellawcenter.org"]Israel Law Center[/link] è probabile che si tratti di Yusef Hassan Sinwar, Muhammad Abu Kainas e di suo figlio Rami Kainas. Il primo, condannato all’impiccagione nell’ottobre del 2004 da un tribunale militare dell’Autorità Palestinese, dopo un processo durato appena un’ora, era accusato di aver aiutato l’esercito israeliano a catturare dei terroristi in fuga. Anche gli altri due, padre e figlio, sono stati condannati da un tribunale militare a Gaza. Secondo l’accusa avrebbero aiutato l’esercito israeliano a trovare il nascondiglio del capo di Hamas, Abdel-Aziz Rantisi, nel giugno del 2003, quando l’esercito israeliano cercò di ucciderlo senza riuscirvi, e avrebbero inoltre fatto individuare un altro capo di Hamas, Ra'fat Za'anin, ucciso dall’esercito israeliano nel 2003.
Un altro prigioniero a rischio di esecuzione potrebbe essere Walid Hamdiya: nel braccio della morte dal 1995 con l’accusa di collaborazionismo.
[link href="http://www.quaderniradicali.it/agenzia/index.php?op=read&nid=2593"]Sergio D’Elia[/link], di Nessuno Tocchi Caino, ha chiesto che Italia e Unione Europea intervengano subito per fermare le esecuzioni.
Sulla questione si veda il nostro approfondimento:
[b][link href="http://www.squilibrio.it/index.php?idcontainer=178"]La pena di morte nell’Autorità Palestinese[/link][/b]
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