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Con il patrocinio di
Commissione Europea
Parlamento Europeo
Segretario Generale del Consiglio d’Europa Walter Schwimmer
Senato della Repubblica
Camera dei Deputati
Presidente del Consiglio dei Ministri
Ministero di Grazia e Giustizia
Senato della Repubblica - Commissione straordinaria per la
tutela e la promozione dei diritti umani
A.N.C.I. – Associazione nazionale dei comuni italiani
Comune di Torino
Comune di Genova
Comune Roma
Comune di Napoli
Comune di Palermo
Università degli Studi di Siena
Università degli Studi di Pisa
Con l’adesione di
Comune di Firenze
Comune di Siena
Provincia di Siena
Nessuno tocchi CainoSupporters internazionali
Supporters internazionali
CCADP – Canadian Coalition
Against the Death Penalty
CRC – Canadian Religious Conference
DPIC - Dealth Penalty Information Center in Washington
FIACAT – Fédération Internationale de l’Action des Chrétiens pour
l’Abolition de la Torture
GCADP – German Coalition to Abolish the Death Penalty
ICACP – Indian Citizens to Abolish Capital Punishment
JOURNEY OF HOPE – From Violence to Healing MASK - Missourians Against
State Killing
NJCDM - New Jersey Coalition for a Death Moratorium
TCASK – Tennessee Coalition to
Abolish State Killing
Il Presidente
della Repubblica esprime il suo più vivo apprezzamento al Teatro di Rifredi ed
alle altre qualificate e prestigiose organizzazioni […]. Ogni iniziativa contro
la pena di morte è un’iniziativa di civiltà. Con questi sentimenti, il capo
dello Stato invia un saluto cordiale agli organizzatori e a tutti i
partecipanti.
2003 Anno della Moratoria
Che cos’è la Moratoria
La Moratoria è una incondizionata sospensione delle esecuzioni in vista della totale e definitiva eliminazione della pena di morte da tutti i paesi del mondo. La Moratoria è inoltre collegata ad una risoluzione preventiva che invita tutti i paesi a: ridurre i casi in cui la pena capitale può essere comminata, non condannare alla pena di morte persone di età inferiore ai minori di 18 anni, non condannare donne incinte e persone che soffrono di disturbi mentali e rifiutare l'estradizione in assenza di concrete garanzie dello stato richiedente che la condanna a morte non sarà applicata.
La Moratoria
all’O.N.U.
Per ben due volte negli ultimi cinque anni l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha discusso una proposta di Moratoria delle esecuzioni capitali in tutto il mondo. Alle origini di queste due mozioni è sempre stata la strenua lotta dei paesi europei contro la barbarie della pena capitale. La prima volta, nel 1994, la mozione fu messa ai voti e battuta per soli otto voti. Successivamente lo scontro al Palazzo di Vetro si è ancor più infiammato e nel novembre 2001 si è deciso di rinviare la votazione finale a tempo da destinarsi: una autentica vittoria diplomatica dei più irriducibili paesi difensori della pena di morte, dalla Libia al Sudan, dall’Iran all’Iraq, dall’Egitto a Singapore accanto a Cina e Stati Uniti d’America. Un trionfo del boia: all'arrivo della notizia il governatore dell'Arkansas organizzò una improvvisata festa di piazza con esecuzioni a sorpresa di alcuni detenuti in attesa di esecuzione.
Prossimo traguardo:
autunno 2003…
A seguito di queste delusioni, il Governo Italiano
ripresenterà la proposta di Moratoria all’Assemblea Generale ONU durante il
proprio turno di presidenza UE nell’autunno 2003. A sostenere questo nuovo
tentativo di sconfiggere la barbarie sono, oltre agli altri governi europei, tutte
le associazioni umanitarie, cui si deve una instancabile opera di informazione
e sensibilizzazione internazionale sul dramma della pena capitale. Ad attendere
il fondamentale voto dell’ONU si troveranno, fianco a fianco, le più illustri
personalità della scienza, dell’arte e della cultura, premi Nobel e prestigiosi
rappresentanti di tutte le religioni e di tutti gli orientamenti politici. I
milioni di persone che in tutto il pianeta si battono in difesa dei diritti
umani guardano a quel voto ONU come l’ultima possibilità di riaffermare con
forza le ragioni della vita contro la cieca vendetta degli assassini di Stato.
Introduzione al Progetto

“ […] Pochissimi sanno veramente che cosa sia questa pena,
il rito che la accompagna, la tortura e le sofferenze che produce […] La
maggior parte dell’opinione pubblica semplicemente non ha mai avuto l’occasione
di ascoltare un’esauriente spiegazione della realtà della pena di Morte e delle
sue implicazioni morali […] Ho scoperto che l’informazione e l’educazione sulla
Pena di Morte possono cambiare le menti e i cuori […] Questa è la prova che
quando ci si impegna intensamente per la giustizia, i modi e le risorse per
portare avanti la battaglia si moltiplicano, in maniera inaspettata e
sorprendente”
La Ballata della Morte

Il video “Non Vale la Pena” è stato presentato in anteprima
il 30 novembre 2002 in occasione di
un incontro di riflessione sulla pena capitale al Teatro di Rifredi. In quella
sede il video è stato messo a disposizione degli Enti morali, delle Associazioni
e delle Istituzioni che
avvieranno una ricca campagna di sensibilizzazione in vista della Moratoria.
Questo video è infatti il risultato di un lavoro finalizzato alla realizzazione
di un contributo, al tempo stesso
artistico e comunicativo, concepito come supporto per le numerose
manifestazioni e iniziative che le Associazioni umanitarie svilupperanno nel
2003. “Non Vale la Pena” è nato col preciso obiettivo di far riflettere gli
spettatori sulle contraddizioni che caratterizzano il fenomeno “pena capitale”
nelle diverse e talora opposte applicazioni che esso mostra a livello planetario. Ecco scorrere sul
video una ininterrotta partitura di immagini e recitazione che letteralmente
proietta gli spettatori a diretto contatto con le esecuzioni di massa cinesi,
con l’omertà giapponese, oltre che con l’ipocrisia dell’iniezione letale, la
gelida burocrazia del boia, l’agghiacciante incomprensibilità del delitto di
stato iraniano. La conclusione è affidata allo straziante grido di dolore di
chi ha dato la vita al condannato, vita spezzata a norma di legge. Non un documentario, non una lezione, ma un
intenso mosaico di toccanti testimonianze, affidate eccezionalmente a sei
grandi interpreti del nostro teatro (Arnoldo Foà dà voce al governatore
giapponese, Massimo Wertmüller all’attonita folla cinese, Remo Girone ad un
compassato boia africano e Amanda Sandrelli
all’onnipresente quarto potere americano, mentre Ottavia Piccolo
trascina il pubblico tra gli incubi delle fucilazioni notturne iraniane e
Valeria Moriconi alza un intenso requiem da mater pietosa pasoliniana).
Sei voci, sei
volti, sei interpreti.
Sei squarci di
vita, sei storie di morte.
Sei sguardi
sulla legge ingiusta, sei atti d’accusa allo Stato incivile.
Tokyo,
Giappone. Per il Governo la morte è silenzio di Stato. Muoiono e basta:
parlarne non serve.
Shenzen, Cina.
Per la Folla la morte è una prova di forza. Lo stadio è pieno. Guardare e
imparare.
Entebbe,
Uganda. Per il Boia la morte è un mestiere, sempre uguale. Un lavoro onesto e
necessario.
Quatzvin, Iran.
Per le Detenute la morte è un incubo nel cuore della notte. La notte delle
fucilazioni.
Huntsville,
USA. Per la Stampa la morte è uno squallido circo. Lui muore, io scrivo. Poi vi
racconto.
L’Avana, Cuba.
Per la Madre la morte è un’attesa infinita. Attesa del corpo cui ha dato la
vita.

L’Ultimo giorno
Di un condannato a morte

A seguito dell’interesse
manifestato dalle Istituzioni e dalle Associazioni umanitarie per una specifica
attività di informazione sulla pena
di morte presso le giovani generazioni,
si è deciso di inserire nella rassegna “Teatro
e Impegno Civile” (l’ottava stagione di teatro-scuola del Teatro di Rifredi
che vanta una media annua di oltre 15.000 studenti) una specifica sezione dedicata al dramma delle Esecuzioni
Capitali. Sarà l’occasione per coinvolgere i ragazzi in un modulo didattico
incentrato su uno spettacolo teatrale seguito dall’intervento mirato di un
operatore delle associazioni impegnate su questo fronte. Questa sezione del
progetto si collocherà nel mese di marzo
2003 e conterà complessivamente su 24
rappresentazioni dello spettacolo L’Ultimo giorno di un condannato a morte
prodotto da Pupi e Fresedde per coniugare la letteratura (Victor Hugo e i
programmi didattici delle scuole medie superiori) all’attualità. Le repliche
dello spettacolo si divideranno in una prevalente programmazione in matinée per
gli studenti, oltre a 6 rappresentazioni destinate al pubblico tradizionale
(serale) del Teatro di Rifredi. Al termine delle repliche mattutine la parola passerà agli operatori delle
associazioni umanitarie, cui spetterà il compito di informare i ragazzi
sull’importanza della Moratoria e sull’attività svolta dalle Istituzioni contro
la pena di morte. Diversa e decisamente stimolante l’idea che caratterizza
invece le rappresentazioni serali: ognuna delle sei repliche sarà infatti ‘affidata’ alle tre Associazioni
Umanitarie (Amnesty International, Comunità di Sant’Egidio, Fondazione Rocco
Derek Barnabei) ed alle Istituzioni locali impegnate nella lotta alla pena
capitale, prime fra tutte la Regione Toscana e la Provincia di Firenze che si
sono già attivate per garantire il massimo livello istituzionale al proprio
intervento. Compito di ciascuna serata sarà infatti aprire nuove prospettive e nuovi punti di vista nel dibattito sulla pena
capitale, anche attraverso la partecipazione di illustri e inattesi ospiti. Ogni intervento – sia in
matinée che in serale - sarà sostenuto
ed integrato dalla proiezione del video Non
vale la pena – la ballata della morte, la cui fortissima ed immediata
portata comunicativa costituisce il più efficace ed indiscutibile coronamento
ad ogni tipo di riflessione sull’omicidio di Stato.

Lo
spettacolo
Gli ultimi pensieri, le ultime speranze, gli ultimi ricordi
sull’orlo dell’abisso. C’è tutto questo nel libro di Victor Hugo. Eppure il suo
vero interesse non risiede affatto nel realismo delle atmosfere, quanto
piuttosto in quel continuo espandersi in una dimensione diversa, più completa e
complessa: la vicenda di un anonimo condannato in una anonima cella dell’800 si
proietta nel futuro assumendo tutta la forza di un insospettabile atto
d’accusa. In questo senso ho voluto leggere il romanzo di Victor Hugo come una
materia senza confini, come un potente grido attraverso la Storia, come
parabola infinita, come arringa eterna contro l’inciviltà. Ecco allora che le
parole del testo si collocano oltre la Storia nel momento stesso in cui fanno la Storia, trasformando il
presente in futuro e il futuro in ombra del passato: ieri, oggi e domani si danno la mano e si scambiano
reciprocamente, scoprendo nell’uno il riflesso dell’altro. In altre parole,
questo non è un normale spettacolo, e quindi non dà luogo ad una ordinaria
serata teatrale: per questo dramma non esiste infatti un finale, semplicemente
perché il testo di Hugo non ha mai avuto fine. Dunque lo spettacolo non può che
trasformarsi lentamente in attualità: alla finzione si sostituisce la realtà,
al racconto la cronaca. Alla storia il presente.
Io Sono il Mare
Cronaca di un Delitto
Riduzione teatrale
dal diario di Derek Rocco Barnabei
Il progetto teatrale sulla pena di morte trova il suo coronamento in un nuovo spettacolo di alto livello produttivo, dedicato alla vicenda dell’immigrato italiano Derek Rocco Barnabei, condannato a morte nello stato della Virginia il 14 settembre 2000. Lo spettacolo è destinato a debuttare in un illustre teatro toscano in coincidenza con la Festa della Toscana 2003 (30 novembre). Sono in corso di definizione le modalità di realizzazione di importanti anteprime all’estero che consacreranno nel più chiaro dei modi la vera vocazione internazionale della produzione. Uno spettacolo che porterà in tanti illustri palcoscenici italiani ed europei l’impegno della Regione Toscana e della Provincia di Firenze contro la barbarie della pena capitale, affidandosi per l’occasione a due prestigiosi interpreti teatrali, alle musiche del cantautore Enrico Ruggeri e ad un testo inedito appositamente scritto e diretto dal giovane regista toscano Stefano Massini. Uno spettacolo che si annuncia fin da ora come una riflessione moderna, lucida e spietata sulla gelida freddezza dell’omicidio di Stato.

PUPI E FRESEDDE
25 anni di Teatro
La compagnia Pupi e Fresedde
è stata fondata a Firenze nel 1976 da Angelo Savelli e da Pino de Vittorio. Il
suo battesimo è segnato da una lunga permanenza negli Stati Uniti dove produsse insieme al Bread and Puppet
"La ballata dei 14 giorni di Masaniello" di Peter Schumann, replicata
poi l'anno successivo in Italia. Schematicamente la storia di Pupi e Fresedde,
giunta ormai a 25 anni di attività, si può dividere in quattro grandi periodi:
Il primo periodo che va dal
1977 al 1980. è il periodo degli spettacoli che coniugano folklore meridionale
ed antropologia, mondo contadino e psicoanalisi: «La terra del rimorso», «Sulla
via di San Michele», «I balli di sfessania», «Ruzante – il canto della terra
sospesa» , «Festa in tempo di peste». La musica, il canto, la danza il dialetto
sono gl’ingredienti provilegiati della poetica del gruppo.
Il secondo periodo va dal
1980 al 1986. Il gruppo viene affiancato nella gestione da Giancarlo Mordini,
che dal 2000 ricopre la carica di direttore artistico. E’ questo il periodo
delle grandi avventure internazionali, delle coproduzioni con importanti
festivals (Avignone, Madrid, Sitges, Parigi, Fiesole, Venezia, Polverigi…) e
delle lunghissime tournées. «Il convitato di pietra ovvero don Giovanni ed il
suo servo Pulcinella», «Petito Totò», «Plauto in farsa», «L’amore delle tre
melarance»: spettacoli questi d’ispirazione napoletana in cui il modello
dell’Opera Buffa presiede alla stesura dei testi (quasi tutti di Angelo
Savelli) e dove le doti interpretative degli attori assumono un ruolo
fondamentale.
Il terzo periodo va dal 1986
al 1994. Il 1986 è un anno fondamentale nella storia della compagnia: esso
coincide con l’installazione al Teatro di Rifredi, ancora oggi la sua sede
stabile, e l’arrivo in compagnia di Francesco De Biasi. La gestione del Teatro
di Rifredi spinge la compagnia a consolidare la sua posizione in Firenze, dove
ottiene importanti riconoscimenti ufficiali, ed in Italia dove trova approdo in
prestigiosi teatri. Questa nuova volontà di radicamento porta la compagnia a
calibrare le proprie produzioni su spettacoli più consoni alle esigenze del
mercato nazionale. Così ai consolidati testi di ispirazione partenopea come
«Figaro» «Cafè champagne», «Le tre verità di Cesira», «Mamma», si affiancano
titoli di un nuovo progetto sulla tradizione toscana quali «Gian Burrasca»,
«Pinocchio cha cha cha», «La cortigiana», «Il Marescalco», «Don Pilone», «Le
novelle della nonna», «L’amoroso contagio». Ma, trasversalmente a queste grandi
direttrici, Pupi e Fresedde produce anche titoli di drammaturgia internazionale
e poco frequentata dal teatro ufficiale quali «Quartetto» di Heiner Muller, «La
voce umana» di Cocteau «Amato mostro» di Xavier Tomeo. Titoli questi
apparentemente lontani dalle tradizionali direttive di lavoro della compagnia
ma che sono in realtà sottilmente collegati ad esse da un continuo interesse
per le tematiche antropologiche e della psicologia del profondo. Questo periodo
s’identifica con lo straordinario successo riscosso da «Carmela e Paolino» di
J.S.Sinisterra che rimarrà in repertorio per 7 stagioni e rappresentato tra
l’altro a Parigi, Lyone, Lisbona, Bruxelles, Vienna, Buenos Aires, Ankara.
Il quarto periodo ha inizio
nel 1994. La stagione 1993/94 infatti getta le basi per un ampio ed articolato
progetto denominato Toscanateatro.
Con questa sigla Pupi e Fresedde inaugura un percorso che attraverso le
produzioni dirette, le co-produzioni e le ospitalità, intende sostenere sia la
rivisitazione del grande patrimonio teatrale e letterario toscano che le novità
del ricco panorama creativo contemporaneo della Toscana. Nel quadro di questo
progetto la compagnia ha realizzato e circuitato, grazie anche ad una
collaborazione triennale con l’Associazione Teatrale Pistoiese, alcuni
spettacoli di grande profilo produttivo che hanno garantito a Pupi e Fresedde
importanti riconoscimenti nazionali. Per tutti basti citare «Gallina Vecchia»
con Marisa Fabbri e Carlo Monni, «Il bacio della donna ragno» con Gennaro
Cannavacciuolo e Giovanni Franzoni, «Il ritorno del turco in Italia» con
Gennaro e Gianni Cannavacciuolo. Tra i più recenti successi della compagnia
vanno ricordati «S’io fossi foco» con Carlo Monni e Massimo Grigò, «Assemblea
Condominiale» regia di F. Brandi, «SMS – Shakespeare Messages System» di
Daniele Lamuraglia e «Il Diario di Anne Frank» regia di Stefano Massini.